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Riflettere sul proprio “武Bu”

  • 22 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

In qualsiasi attività fisica, molti probabilmente pensano che la cosa più importante sia innanzitutto praticare, e che il modo in cui la si chiami non sia una questione di grande rilevanza. Piuttosto che interrogarsi se ciò che si pratica sia budo o bujutsu, si dovrebbe semplicemente affrontare le tecniche che si desidera riuscire a eseguire ora o i movimenti del corpo che ancora non si riescono a padroneggiare, dato che sono proprio lì davanti a noi; la distinzione tra budo e bujutsu può essere lasciata ai critici. In un certo senso, chi riesce ad allenarsi ogni giorno con questo atteggiamento può dirsi fortunato. Per quanto mi riguarda, ciò che pratico è budo e non bujutsu. Anzi, su questo punto ho riflettuto con grande impegno e vi ho attribuito molta importanza, e sentivo che fosse necessario farlo.


Come ho già spiegato, il budo è derivato dal bujutsu mettendo in primo piano il concetto di “do” (la Via). Tuttavia, in Giappone non è nata l’idea di riconoscere oggettivamente questa serie di trasformazioni storiche; senza che la differenza tra bujutsu e budo venisse chiarita, attraverso il judo esso si è diffuso nel mondo come disciplina olimpica. In questo modo è stato ulteriormente assorbito da una mentalità sportiva, e l’intero profilo del budo come attività fisica si è fatto sempre più avvolto nella nebbia.


Quando mi sono trasferito dal Giappone in Svizzera e ho iniziato a trasmettere e diffondere da zero il budo come attività fisica, ho cominciato a riflettere su quali caratteristiche dovesse avere un budo degno di essere diffuso. Per farlo, mi sono trovato a dover ripensare a quanto profondamente io stesso comprendessi il budo. È stato proprio riconsiderando da capo le sue trasformazioni storiche che ho iniziato a vedere come i confini che ne delineano l’aspetto esteriore non siano ancora chiaramente definiti. Di conseguenza, sono giunto a riconoscere che diffondere e trasmettere il budo non significa propagare in altre terre qualcosa di già compiuto, come farebbe un missionario, bensì scoprire in prima persona le caratteristiche che meritano di essere diffuse e sostenerle con una convinzione incrollabile. Per questo motivo, devo anche essere in grado di spiegare, dal mio punto di vista, in che cosa il budo differisca dal bujutsu e quali caratteristiche definiscano questa attività fisica. Per trasmettere da zero, in un contesto culturale completamente diverso, il concetto di budo in cui credo, non posso trascinarmi dietro ambiguità che non siano state chiarite.

 
 

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